Il progetto 2013

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DOWNLOAD PDF DEL PROGETTO I PICCOLI MAGHI 2013

 

Progetto ideato e realizzato dall’Associazione Culturale Scuola d’Arte La Volpe Bianca di S a s s a r i c o n l a consulenza dei maghii l l u s i o n i s t i B a r o r (Salvatore Uleri) e Budinì (Piero

Osella) finalizzato alla realizzazione di un laboratorio rivolto ai ragazzi delle
scuole elementari e medie del Comune di Sassari.


Premessa.


L’ignoto è la materia di cui la magia si nutre, a volte essa si
r i v e l a a t t r a v e r s o manifestazioni mistiche e misteriose, a volte si incarna attraverso l’arte spettacolare del
ciarlatano. Come l’arte la magia riesce a trasformare la realtà e a dare una forma all’
indefinibile. La magia può animare demoni e angeli ma a noi interessa lo stupore che si
scorge negli occhi di un bimbo al suo manifestarsi. L’arte del mago-prestigiatore unita al
linguaggio del teatro crea una potente alchimia che rende possibile la materia che anima tale
stupore. Giunti alla terza stesura del progetto denominato “I piccoli maghi” vorremmo
poter alimentare sempre di più i riflessi della meraviglia negli occhi dei ragazzi colti già nelle
precedenti due edizioni; per questo motivo sentiamo il nostro lavoro sempre più stimolante e
impegnativo. La prima difficoltà sta nel condividere un patto: la magia che proponiamo noi
non esiste se non la creiamo e, in quanto esseri razionali e non sovrannaturali, dovremmo
creare illusioni e saperle confonderle con la realtà. Questo patto crea inevitabilmente
delusione nei ragazzi che vorrebbero realmente poter possedere una vera bacchetta magica
ma è proprio dal superamento di questo ostacolo che inizia il nostro lavoro, lavoro che nel
nuovo progetto avrà come mezzo un suggestivo laboratorio magico-teatrale coordinato
dall’attore e regista Andrea Dessì, da Angelo Angius, educatore e responsabile della
didattica, da Fedra Cubeddu, responsabile delle coreografie e dei costumi, e avrà come
obiettivo la realizzazione dello spettacolo: 2013. I Piccoli Maghi nello Spazio.

Associazione Culturale
Scuola D’Arte La Volpe Bianca.
La Volpe Bianca 2012 /13 Creative Commons
2013. PICCOLI MAGHI NELLO SPAZIO Introduzione.

La nostra magia nasce dall’alchemica unione di teatro, inteso come mezzo fantastico
grazie al quale tutto è possibile, e l’arsenale tecnico del prestigiatore. Questo processo si
attua per far emergere la magia che è già dentro di noi e scoprire la magia della vita in tutte
le sue manifestazioni: magia dei suoni, dei colori, del gesto, della natura, della
comunicazione. Un mondo senza la capacità di rendere magiche le cose quotidiane è un
mondo a metà.
Da questo pensiero nasce l’idea di uno spettacolo frutto di un coinvolgente
laboratorio alla ricerca della magia nella natura e nelle espressioni dell’uomo, spettacolo in
cui sarà ipotizzata la possibilità di creare un proprio pianeta dove tutto sia possibile ma solo a livello razionale, dove le cose sono quelle che sono senza rimandi senza dubbi senza quelle dimensioni che alimentano la magia.
Dipingere un fiore non è un processo magico ma se la sua visione crea emozione allora possiamo credere di aver fatto un prodigio: come la magia il processo artistico può trasformare chi coinvolge. Lo spettacolo, quindi, attraverso
performance pluridisciplinari cercherà di creare le suggestioni e le atmosfere di quei pianeti
che, pur essendo frutto della fantasia dei ragazzi, saranno per scelta autoriale, mancanti
della dimensione magica. Con un artificio scenico i ragazzi contatteranno un esperto di
magia sull’unico pianeta dove essa si è sviluppata e ancora esiste; questo pianeta è la Terra.
La struttura dello spettacolo è concepita a scene. Ogni classe si occuperà di una di esse. I
ragazzi dovranno immaginare le peculiarità del loro pianeta, identificarne le creature
fantastiche che lo abitano e rappresentarle con mezzi appropriati, immaginare la scuola
identificandola con la classe del pianeta per poi realizzare un filmato di essa che fungerà da
sfondo (proiettato nella scena introduttiva). Con uno stratagemma magico-scenografico
saranno sbalzati sul palco del teatro dove accoglieranno il mago viaggiatore-demiurgo con il
loro inno (frutto della loro composizione). Qui potranno collegarsi per magia con varie ere
della terra dove apprenderanno dai maghi di tutti i tempi (dal mago Merlino al mago del
futuro) l’arte della meraviglia. Coreografie curate dal personale della Volpe Bianca e azioni
d’insieme, animeranno la scena che si concluderà con la realizzazione di una performance
magica che vedrà impegnati i ragazzi nel ruolo di assistenti del mago viaggiatore-demiurgo.
Il lavoro offre ai ragazzi la possibilità di creare un loro mondo fantastico facendo
riemergere ataviche dimensioni che l’uomo tende a rimuovere e che invece sono uno dei
motori della vita e di cui la magia ne è un’espressione. Magia quindi anche come metafora
della creatività che si genera dall’ignoto e non potere ultraterreno carico di implicazioni
mistiche. Magia come teatro magico, mago come attore che con alchimie crea personaggi
fantastici e può dare vita all’impossibile. L’idea nasce dalla forte collaborazione tra i maghi
Baror (Salvatore Uleri), Budinì (Piero Osella) e gli attori dell’Associazione Culturale Scuola
d’Arte La Volpe Bianca di Sassari: magia e teatro si sono uniti creando un vivace laboratorio
creativo in cui si sono evidenziate varie e stimolanti possibilità d’azione. Se nelle precedenti
edizioni l’attenzione è stata rivolta principalmente alla tecnica del prestigiatore come strumento
per trasmettere ai ragazzi un mezzo manuale per creare artifici fantastici, ora
l’attenzione si sposta sul versante più cerebrale ed evocativo della magia.


Il percorso didattico prevederà una parte propedeutica in cui i ragazzi verranno
stimolati dagli Operatori dell’Associazione Culturale Scuola d’Arte attraverso esercizi fisici
e sensoriali, giochi di gruppo, esperienze figurative, e cercheranno di identificare gli aspetti
magici della vita e di tradurli in azioni sceniche. Da questa esperienza nascerà il testo dello
spettacolo che avrà come luogo dell’azione un pianeta che sarà immaginato e poi realizzato
teatralmente con l’ausilio di scenografie, recitazione, canto, coreografie e performance
magiche.


Alla parte propedeutica seguirà una seconda destinata alla messa in scena dello
spettacolo che coinvolgerà, oltre gli operatori dell’associazione Culturale Scuola d’Arte La
Volpe Bianca, anche i maghi Baror e Budinì che apporteranno le loro specifiche esperienze
tecniche per aggiungere alle performance le azioni illusionistiche e prestidigitatorie
inserendosi nella trama a completamento dell’opera.

Finalità educative e didattiche

Il progetto I piccoli maghi si ripropone con una terza edizione per indagare ancora un volta, sempre attraverso la metafora della magia, la possibilità fantastica di potrasformare la realtà con un colpo di bacchetta magica. Una bacchetta magica che nell’esperienza dei ragazzi è diventata, nelle edizioni precedenti, sinonimo di
immaginazione, strumento che libera la fantasia, che da energia che diventa compagna,
immagine di noi stessi, uno strumento dai mille poteri ma inutile senza la nostra unicità
creativa e senza un gruppo che ne condivida tali potenzialità in quanto codificate all’interno
del gruppo stesso. Da questa idea, maturata dalle precedenti esperienze, possiamo con
certezza dimostrata che il nostro intento, di impiegare gli strumenti affascinanti dell’arte
prestidigitatoria, abbia costituito un metodo efficace al fine di stimolare processi creativi e
rappresentativi da convincerci a riutilizzarli ma con uno spostamento di priorità. Si è in tal
senso maturata la convinzione di modificare l’equilibrio tra magia e teatro spostando
l’attenzione verso il teatro cioè se precedentemente lo strumento primario era costituito
dall’arte dell’illusionismo della prestidigitazione e i suoi strumenti, ora l’interesse viene
indirizzato verso l’arte teatrale e i suoi codici.
Con questo nuovo progetto vorremmo affrontare il tema in maniera diametralmente
opposta: non sarà più il trucco manipolatorio, prestidigitatorio, illusionistico al centro
dell’interesse ma saranno le molteplici forme di spettacolo a diventare magiche in quanto
evocatrici di situazioni, atmosfere e azioni magiche; una sorta di processo alchemico
che impiega l’arte per dare forma alla magia. Questa nuova prospettiva nasce dal
desiderio di mantenere la forza stimolante che la parola magia produce nei ragazzi evitando
però di attingere materiale prevalentemente dai difficilissimi trucchi dei prestigiatori che
richiedono tempi molto più lunghi di apprendimento rispetto a quanto possibile in un
progetto che inoltre si rivolge ad un numero così elevato di ragazzi (nell’edizione precedente
i ragazzi impegnati nelle due repliche sono stati circa 250).
L’idea nasce, come precedentemente detto, anche dalla forte sinergia tra i maghi
Baror, Budinì e gli operatori dell’Associazione Culturale Scuola d’Arte La Volpe Bianca; con
questo nuovo progetto l’attenzione si sposta sul versante più celebrale, evocativo, simbolico e

rappresentativo della magia. Le azioni performative di Baror e Budinì si mescoleranno allo
spettacolo con i loro specifici ingredienti magici mentre i ragazzi impiegheranno questa
volta mezzi espressivi più teatrali: coreografie, canzoni, recitazione e azioni mimiche.
Le finalità didattiche sono quindi da identificarsi nell’apporto di elementi
finalizzati a stimolare le facoltà irrazionali quali: creatività, immaginazione e fantasia
rappresentate poi attraverso la razionalità dell’arte teatrale e del trucco con performance che
impiegano vari medium espressivi.


L’esperienza confluita nel nostro percorso, a seguito delle precedenti edizioni, ci
rende consapevoli delle implicazioni educative sui partecipanti. Rafforzamento della coesione
del gruppo e condivisione di un’idea nonché spirito di cooperazione sono solo alcuni degli elementi che
si sono evidenziati nei ragazzi e che hanno reso possibile un progetto ambizioso come I
piccoli maghi 2010 e 2011 come documentato dai molti mezzi di comunicazione (stampa e
televisione).


Utenza, modalità e tempi.


Il progetto si rivolge ai ragazzi delle classi quarta e quinta della scuola primaria. Per
la realizzazione di ogni spettacolo è previsto il coinvolgimento di 4 classi; ogni classe avrà il
compito e i mezzi per realizzare una scena. Lo spettacolo potrà essere ripetuto una seconda
volta (come nelle edizioni precedenti) da altre 4 classi. In totale saranno coinvolti nel
progetto 8 classi.


Per la preparazione propedeutica sono ipotizzati 10 incontri da un’ora per ogni classe
che saranno realizzati dagli operatori dell’Associazione Culturale Scuola d’Arte La Volpe
Bianca di Sassari più 2 laboratori di 2 ore che saranno presentati dai maghi Baror e Budinì
sempre per ogni classe. E’ prevista anche una prova presso il teatro.
Tempi e modalità d’azione saranno pianificati dai responsabili dell’Associazione
Culturale Scuola d’Arte La Volpe Bianca che in accordo con i maghi Baror e Budinì e gli
insegnanti produrranno un calendario e un programma idoneo a favorire il buon
svolgimento del lavoro.

SCHEDA RIASSUNTIVA

Titolo: I Piccoli Maghi nello Spazio.
Contenuto: Magia e micromagia da spettacolo.
Utenti: bambini della scuola elementare di età otto, dieci anni.
Tempi di lavoro: 1 volta alla settimana dal mese di Marzo con un laboratorio
finale di tre ore protratto per 2 settimane.
Spazi di lavoro: Ambienti messi a disposizione il pomeriggio dalle quattro
Direzioni Didattiche
Formatori: Salvatore Uleri, Piero Osella, Nicola Virdis. Ogni formatore gestisce
un laboratorio di 13/15 bambini per un totale di quaranta bambini.
Alla fine dei laboratori si prevede un saggio finale con Salvatore e Piero sul
palcoscenico del Teatro Verdi con i bambini del laboratorio; per questo si
ipotizzano 2 ore di lavoro collettivo per realizzare le prove presso il teatro.
Le sessioni di lavoro sono ipotizzate per il Lunedì, Mercoledì, Giovedì,
Venerdì.


STRUTTURA DELLO SPETTACOLO.

Premessa.

Come ormai consuetudine lo spettacolo avrà una struttura a scene e ogni scena sarà
costruita dalla singola classe attraverso un lavoro propedeutico gestito dagli operatori
dell’Associazione Culturale Scuola d’Arte La Volpe Bianca diretti da Andrea Dessì.
Il lavoro propedeutico avrà una prima fase che chiameremo introduttiva che avrà lo
scopo di dare ai ragazzi i necessari stimoli al fine di ideare la scena. La traccia che verrà
fornita sarà la seguente: immaginate di poter creare un pianeta ideale, immaginate come vorreste viverci,
vestirvi, come muovervi comunicare fare quello che sul vostro pianeta è possibile. Il pianeta potrà avere
qualsiasi cosa, potrà essere ricco, tecnologicamente avanzato ma con una particolarità: non
possiede la dimensione magica. Per questo motivo i ragazzi dovranno intraprendere un
viaggio alla sua ricerca aiutati dal maestro-demiurgo magico. Gli operatori stimoleranno i
ragazzi per la creazione di un testo teatrale strutturato attraverso: canto, video, recitazione,
coreografia e performance.

Sinossi dello spettacolo.

Il mago Budinì, ormai giunto alla terza edizione del progetto I Piccoli Maghi, nello
spettacolo vestirà i panni di un particolare personaggio maestro-demiurgo-viaggiatore del
tempo e dello spazio che raggiungendo i ragazzi dei vari pianeti insegnerà loro l’arte magica
unica particolarità mancante nei loro mondi. Per far questo si entrerà in comunicazione con
il solo pianeta della galassia in cui l’uomo ha saputo creare questa misteriosa dimensione che
è appunto la magia. Attraverso un collegamento con la Terra, i ragazzi, abitanti di questi
pianeti, potranno vedere le fasi della magia nelle varie epoche. Teatralmente questa scena
sarà realizzata dal mago Baror, anche lui presente nelle precedenti due edizioni del progetto,
che impersonando vari tipi di personaggi magici (dal mago Merlino al moderno illusionista),
mostrerà ai ragazzi l’evoluzione di quest’antica arte. Successivamente con Budinì
realizzeranno così la loro magica esperienza performativa a completamento della creazione
del loro pianeta fantastico.

Sviluppo quadro I.
Lo spettacolo inizia con la discesa spettacolare di 4 sfere che volando dalla galleria del
teatro al palco simuleranno i 4 pianeti su cui i ragazzi hanno immaginato di vivere e che
saranno identificabili per il colore. Il sipario si aprirà per accoglierle e si richiuderà subito
dopo. Tra le tende del sipario esce una quinta sfera rappresentante la terra che
dischiudendosi rivela, come un uovo, la sua sorpresa: dal suo interno fuoriesce il maestrodemiurgo
e viaggiatore del tempo; nel prologo racconta del suo continuo viaggiare alla
ricerca di nuove magie. l dialogo viene interrotto da una videochiamata intergalattica da parte dei ragazzi di una classe di un lontano pianeta. Attraverso uno stratagemma illusionistico il mago fa uscire i ragazzi dal video come teletrasportati nello spazio e li raggiunge con il suo mezzo di trasporto spazio-temporale in grado di viaggiare nello spazio e nel tempo (anche se si tratta in realtà di una sgangherata bicicletta che si può trasformare in un monociclo creando gag).

I ragazzi accolgono il maestro-mago con l’inno del loro pianeta appositamente
composto durante il laboratorio. Ora spiegano il loro desiderio di conoscere quella
dimensione che manca al loro pianeta: la dimensione magica. Il maestro-mago, usando il
potere di ripercorrere il tempo, li invita a conoscere un primo mago richiamandolo dal
passato. Si tratta addirittura del mago Merlino. Dalla sua performance impareranno la magia
del volo così da poter ora, attraverso una coreografia musicale e la tecnica della camera
nera, dar vita ad una scena dove alcuni oggetti cominceranno a librarsi in volo. Il trucco
teatrale e la coreografia di Fedra Cubeddu si fonderanno insieme dando vita ad una
commistione artistica suggestiva.

Sviluppo quadro II.
Obiettivo raggiunto: i ragazzi hanno acquisito l’elemento mancante. Giunge ora una
seconda chiamata: il maestro dovrà raggiungere una secondo pianeta e una seconda classe
per centrare un nuovo obiettivo magico. Il maestro viene accolto con l’inno che i ragazzi del
pianeta hanno composto poi entreranno in contatto con il mago alchimista in grado di
trasformare la materia. Baror attraverso l’espediente del collegamento temporale, già messo
in opera precedentemente dal maestro, impersonerà l’alchimista Cagliostro compiendo
magiche metamorfosi della materia. Da lui imparano la magia delle trasformazioni e ancora
una volta, con l’ausilio di una coreografia abbinata a tecniche illusionistiche, metteranno in
scena una performance che li coinvolgerà su vari piani teatrali riuscendo addirittura nel
finale a trasformare una persona con una grande magia. Ancora una volta l’obiettivo viene
raggiunto.
Trasformazione. Un gruppo si avvicina ad un bambino con un telo e lo avvolgono
come una mummia. Vi rivolge il telo e invece è un altro bambino.

Sviluppo quadro III.
Anche i ragazzi del terzo pianeta, dopo esser venuti a conoscenza dei precedenti
interventi positivi del maestro negli altri pianeti, desiderano fare la stessa esperienza in
quanto anche ad essi manca la conoscenza della magia. A tal proposito sullo schermo,
posizionato sul palco, si vedono i ragazzi attraverso il un video che li ritrae nella loro
futuristica classe. Come i compagni precedenti, durante il laboratorio, hanno allestito la loro
classe in funzione della loro fantasia e ora questa immagine proiettata fa da sfondo alla
scena.
Il collegamento ora avverrà con il mago del presente che viene definito anche illusionista
o prestigiatore che impiega la sua arte per divertire il pubblico. Da questa esperienza
apprenderanno l’arte del trucco e dello spettacolo magico e tra coreografie e effetti magici si
produrranno in una sequenza di giochi di prestigio mutuati dal repertorio classico.

Sviluppo quadro IV.
Per l’ultima volta il maestro sarà chiamato attraverso il video dai ragazzi del quarto
pianeta. Come sempre sarà accolto dal loro personale inno ed entreranno in contatto con
una nuova forma di magia; ora sarà lo stesso maestro, in quanto proveniente dal futuro, a
mostrare i segreti della magia del futuro, una magia fatta di colori e di luce che ancora una
volta suggerirà una coreografia ricca di suggestioni magiche.
Finale.
Il maestro riceve un’ultima chiamata: sono tutti i ragazzi dei 4 pianeti che ora, uniti
dalla magia, giocano insieme. Per rendere efficace teatralmente questa scena, sullo schermo
appariranno le 4 classi che saluteranno e lanceranno dal video le sfere (palloncini giganti)
rappresentanti i loro pianeti. Per magia le sfere usciranno dallo schermo cadendo sul
pubblico. Come nell’edizione precedente la platea verrà coinvolta nel gioco finale.

Appendice

Realizzazione 4 video con i ragazzi nelle classi che saranno addobbate e allestite a
piacimento secondo i pianeti da loro inventati.
Usare tecnica cinematografica del CromaKey per lo scenario del video.
Realizzare immagini da proiettare come sfondo del pianeta.
Realizzare un video finale con tutti i ragazzi che lanciano i palloncini.
MATERIALE.
Impianto luci come schema.
Video proiettore con possibilità di retroproiezioni.
Schermo di dimensioni idonee.
Una porta finta.
Macchina del fumo.
Proiettore luci di wood.
Interventi di computer grafica tra la rappresentazione e la realtá virtuale.