Il progetto 2012

I PICCOLI MAGHI 2012
Premessa

Il progetto I piccoli Maghi 2012 si amplia, rispetto la precedente stagione, con due scene che prendono spunto dalle suggestioni create da quella forma di spettacolo poliedrica che è il circo.
La magia del circo e la magia dei maghi-prestigiatori si fondono tra di loro per dare vita a una possibilità spettacolare ricca di spunti capace di coinvolgere i ragazzi sul piano della teatralità, della mimica, della scenografia, della coreografia, della comicità, dell’abilità manuale, della destrezza, della fisicità, della musica e del canto.

Nasce così l’idea di veder tutte le componenti artistiche dello spettacolo viaggiante attraverso la lente illusoria della magia. Si assisterà alla magia comica e grottesca ma anche poetica dei clown, alla destrezza dei giocolieri – funamboli che compiranno magie ed equilibri tra illusione e realtà. Un circo dove realtà e fantasia si incontrano in virtù di prodigiosi effetti magici ancora una volta mutuati dal repertorio classico dei maghi Baror e Budinì già impegnati nel precedente lavoro promosso dalla Scuola d’Arte La Volpe Bianca di Sassari. Ai laboratori parteciperà Nicola Virdis, equilibrista giocoliere, noto da tempo al pubblico di Sassari.

Il secondo “spezzone” del progetto “I Piccoli maghi” consiste nel coinvolgimento diretto del Museo Nazionale della Magia di Cagliari. Nella sua fase iniziale, il museo ha trovato ospitalita’ nel centro commerciale ‘Le Vele’ di Quartucciu dove e’ stato possibile assistere a dimostrazioni dal vivo che sono state proposte dai maghi della Scuola d’Arte Magica ”H. Houdini” Joker, Michele e Zamu e sopratutto con il prestigiatore e illusionista cagliaritano Alfredo Barrago che, nel Gala Mondiale 2010 di Saint Vincent, e’ stato premiato come il migliore mago innovatore. Per la loro presenza verrà utilizzata Villa Mimosa, per tre serate, non solo per i bambini, ma per gli abitanti di tutta la città di Sassari, con modalità ancora da decidere.

I PICCOLI MAGHI 2012

INTRODUZIONE.
Il progetto “I piccoli Maghi” è una iniziativa della Scuola d’Arte La Volpe Bianca rivolto ai bambini della scuola elementare da svolgersi  durante l’anno 2012 in collaborazione con i circoli didattici del Comune di Sassari.

Esso si avvale della collaborazione di esperti di micromagia e spettacolarità  che da anni lavorano in campo internazionale. Il mago Baror (Salvatore Uleri) ed il mago  Budinì (Piero Osella) e Nicola Virdis (giocoliere, acrobato equilibrista, sono  esperti di animazione e spettacoli per bambini di età scolare come dimostrano i filmati e  i curricula che alleghiamo alla presente.

L’obiettivo dei laboratori nelle scuole elementari si configura  come uno spazio di creatività e di stimoli culturali per l’utenza.  I bambini sono stimolati a scandagliare la propria creatività con uno strumento straordinario quali sono i giochi i magia La loro semplicità ed efficacia fa si che ai bambini vengano consegnati  strumenti di sicura efficacia che possono utilizzare  per arricchire il loro bagaglio creativo. Il “padroneggiare” semplici  effetti di micromagia, il potersi proporre agli adulti come piccoli “maghi” capaci  di manipolare  la percezione altrui, oltre che la propria, rappresenta un formidabile strumento di crescita della propria autostima. La funzione dei laboratori  ha una valenza pedagogica in quanto l’insegnamento di  questa disciplina li consapevolizza e li rende più autonomi e precisi nell’eseguire compiti legati alla manualità e alla manipolazione di oggetti.

Noi consideriamo il fattore pedagogico di questo progetto  fondamentale proprio perché porta l’attività dei ragazzi su un alto piano creativo,  stimolando la fantasia senza confini né di tipo culturale né di tipo psicologico. Il coinvolgimento di questi due artisti rispondono alle esigenze pedagogiche da noi riscontrate nella elaborazione del progetto. E allontanano i ragazzi da cliché creativi e comunicativi precostituiti.

Il progetto è proposto ai ragazzi di quarta e quinta elementare,  l’età dei ragazzi è assolutamente disponibile a tutto quello che è gioco, fantasia e immaginazione in cui fantasia e realtà finzione e materia,  si fondono in un unico contesto.

SCHEDA RIASSUNTIVA
Titolo: I Piccoli Maghi.
Contenuto: Magia e micromagia da spettacolo.
Utenti: bambini della scuola elementare di età otto, dieci anni.
Tempi di lavoro: 1 volta alla settimana con un laboratorio serale di tre ore protratto per 2 settimane.
Spazi di lavoro: Ambienti messi a disposizione il pomeriggio dalle quattro Direzioni Didattiche
Formatori: Salvatore Uleri, Piero Osella, Nicola Virdis. Ogni formatore gestisce un laboratorio di 13/15 bambini per un totale di quaranta bambini.
Alla fine dei laboratori si prevede un saggio finale con Salvatore e Piero  sul palcoscenico del Teatro Verdi con i bambini del laboratorio; per questo si ipotizzano 2 ore di lavoro collettivo per realizzare le prove presso il teatro.
Le sessioni di lavoro sono ipotizzate per il Lunedì, Mercoledì, Giovedì, Venerdì.
Una ulteriore prospettiva consiste  in un laboratorio seminariale  per insegnanti finalizzato alla preparazione propedeutica dei ragazzi. Anticipato da un incontro collettivo a carattere performativo in cui i maghi presentano a insegnanti e allievi il progetto.

IL PROGETTO
Obiettivo e numero dei partecipanti.

Il laboratorio è finalizzato all’ampliamento del preesistente progetto denominato I piccoli maghi, mantenendone le finalità educative e didattiche, al fine di coinvolgere per realizzare due spettacoli con un totale complessivo di otto classi di quarta e quinta elementare. Lo spettacolo, dunque, sarà rappresentato due volte: una prima con 4 classi e una seconda con altre 4 classi.

Metodo, collaborazioni e tempistica.

Ogni classe si occuperà di un quadro arricchendolo con elementi teatrali quali: scenografie, coreografie, canti, musiche, pantomime. Forti dell’esperienza dell’anno 2011 riteniamo essere indispensabile il ruolo degli operatori della Scuola d’Arte la Volpe Bianca sia nella fase progettuale che il quella propedeutica che in quella organizzativa. Sarà nostro lavoro pianificare incontri e laboratori con gli stessi operatori per dotarli di competenze specifiche inerenti lo spettacolo magico. Fondamentale è anche l’ausilio fornito dagli insegnanti agli allievi che saranno coinvolti a sviluppare in classe i temi proposti e poi sviluppati con gli operatori. Ricordiamo a tal proposito come nell’edizione 2011 i ragazzi abbiano scritto e interpretato canzoni con l’assistenza didattica degli insegnanti.

Il materiale e le competenze specifiche saranno messi a disposizione dai maghi al fine di ottimizzare tecnicamente sia le prove che la messa in scena dello spettacolo. Questo lavoro sarà effettuato nei due incontri frontali di tre ore ciascuno per classe che avranno luogo nel mese di maggio. Il progetto denominato I piccoli maghi, si propone come stimolante percorso creativo attraverso l’inseguimento di obiettivi che attingono la propria efficacia dalle prerogative animatoriali e spettacolari insite nelle modalità d’azione veicolate del prestigiatore.
Il prestigiatore, attore che recita la parte di un mago, fonda la propria azione illusoria a partire dalla conoscenza di leggi fisiche usate come mezzi pseudo magici, dalla propria abilità e dalla capacità oratoriale che qui diventano un mezzo per sviluppare interesse verso sé e il gruppo. Il trucco, condiviso e celato dal gruppo, diventa un tesoro da proteggere e un pretesto attraverso il quale favorire la comunicazione.

Salvatore ULERI, con il nome d’arte MAGO BAROR, da circa trenta anni realizza spettacoli di magia nei quali utilizza l’esperienza e l’abilità magica allo scopo di far divertire e regalare una emozione al pubblico. A partire dagli anni ‘80 frequenta corsi di magia generale, micromagia e magia per bambini tenuti dai migliori maghi internazionali.

Piero OSELLA, con il nome d’arte MAGO BUDINI’, realizza spettacoli unendo le qualità dell’illusionista a quelle dell’attore comico; collabora con diverse compagnie teatrali e nel 2002 è stato dichiarato dottore in discipline dell’arte della musica e dello spettacolo presso l’Università di Torino con una tesi sul teatro d’animazione.

Nicola VIRDIS: Giocoliere professionista del duo “Eva Paradise & Nico Fontaine” in coppia con Eva Toccaceli artista di circo contemporaneo diplomata alla Scuola di Cirko Vertigo di Grugliasco (TO). Diplomato alla scuola di Cirko Vertigo di Grugliasco nel 2006: giocoleria moderna con Jay Gilligan (USA), clownerie con Pierre Byland (Svizzera), clown e regia teatrale con Leo Bassi (Spagna)
ritmo e metodo con Alan Blim (Germania), allenamenti professionalizzanti c/o l’università Cirkus Cirkor di Stoccolma (Svezia)

Dall’unione delle esperienze magico-teatrali dei tre artisti nasce la rivisitazione del progetto il progetto I Piccoli Maghi 2012 ( Secondo Festival della Magia per i Bambini). con l’ intento di trasmettere ai ragazzi la passione per quel gioco fantastico fatto di abilità, teatralità, illusione e immaginazione che assume il nome di magia, illusionismo, prestidigitazione.

L’idea asce da una ricerca che ha condotto alla identificazione di una serie di potenzialità del linguaggio e delle modalità di azione e di fruizione messe in campo dal complesso e vasto codice espressivo prodotto dall’illusionista-prestigiatore.
Dalle considerazioni scaturite dall’analisi dei codici espressivi azionati dall’arte magica, si è giunti alla formulazione epistemologica che ha come fulcro l’idea che il prestidigitatore sia un attore che recita la parte del mago.
L’attore-animatore prende a pretesto un mezzo di espressione per eliminare, all’interno di un gruppo, le distanze tra i singoli individui favorendo l’incontro, l’esperienza e l’interesse; nel nostro particolare caso usufruisce di tutti quei mezzi spettacolari messi in azione dal mago.
Particolare obiettivo di questa operazione consiste nel fornire ai giovani un pretesto per attivare le facoltà non solo razionali ma anche irrazionali, identificate coi termini di fantasia, creatività, immaginazione offrendo metaforicamente un antidoto contro le illusorie fascinazioni ingannevoli dell’era delle immagini virtuali.
Solitamente, come supporto a questa possibilità, vengono chiamate in causa discipline e specialità che hanno aspetti teatrali o che sono di sostegno al teatro stesso, quali il canto, la musica, il mimo, la giocoleria, la recitazione, insomma tutti quei mezzi che possano da un lato stimolare la creatività, «la cura del sé, la sollecitudine per l’altro, il rapporto con le istituzioni», dall’altro, direttamente o indirettamente, fornire validi strumenti educativi, didattici e socializzanti; a queste noi uniamo l’arte del mago con tutti i suoi attraenti elementi suggestivi.
L’arte diventa quindi un mezzo e non un fine in grado di riattivare ataviche valenze rituali a carattere performativo, tipiche delle originarie manifestazioni teatrali. L’immaginario crea l’oggetto artistico e permette di vivere nella comunità, poiché questo oggetto diventa comunicabile in quanto generato a partire dalle convenzioni condivise all’interno del gruppo.
Il gioco di prestigio, unito ad altre tecniche, vorrebbe fungere da catalizzatore di interesse e indirettamente da stimolatore delle facoltà espressive e comunicative.

LA STRUTTURA NARRATIVA E METODOLOGICA

SCENA 1: IL BOSCO, LA SCATOLA, IL MENTALISMO

I ragazzi entrano in scena per formare il bosco, entra quindi un gruppo con coreografia per presentare la scatola magica. La scatola viene portata al centro della scena e con coreografia attorno ad essa.
Escono tutti, 2 ragazzi entrano toccano la scatola e spaventati escono, altri due entrano compiono gesti magici, mostrano la scatola vuota, estraggono il drappo, appare il personaggio.
Il personaggio introduce con filastrocca il mentalismo.
Entrano i ragazzi con i simboli (escono alberi) ed eseguono il coro del mentalismo.
Entra Budinì e con ragazzi esegue il mentalismo.
ESCONO, FINE

SCENA 2: PALLONCINI E OMBRE CINESI.

Entrano tutti con palloncini volanti e compiono una coreografia e canzone su (i palloncini volano in cielo e come le nuvole assumono le forme più strane, poi il sole con i suoi raggi proietta sulla terra la loro immagine). Escono tutti gioiosi dopo aver seguito con lo sguardo i palloncini volare in cielo.
Entra il domatore, si pone sulla pedana, gag palloncino-frustino giallo che fugge (entrino le giraffe: i ragazzi fanno la giraffa e poi parata, cinque ragazzi), escono e vengono presentati i cagnolini con nuovo palloncino, poi saranno presentate e le api ( gag ape regina e palloncini che scoppiano, 5 ragazzi).
Nel buio un fascio di luce per le ombre: esecuzione ombre cinesi (5 ragazzi).

SCENA 3: FUNAMBOLI E GIOCOLIERI MAGICI.

1) Il mago B. mostra due grossi cilindri vuoti da cui vorrebbe estrarre qualcosa ma nulla accade: questa scena introduttiva potrebbe essere accompagnata da un canto e coreografia da compiersi con le bacchette magiche attorno all’attrezzo magico che sarà al centro della scena adagiato su un tavolino..

2) Di volta in volta, entrano in scena gli altri ragazzi che, con un colpo di bacchetta, faranno apparire dall’attrezzo tutti gli oggetti necessari alle loro magie. Questa scena sarà eseguita con sottofondo musicale. Essendo dei maghi funamboli e giocolieri sono stati scelti i seguenti giochi che impegnano sul piano dell’abilità fisica, l’equilibrio e la destrezza:

- piccola esibizione piatti, palline, foulards, cerchi (giocoleria, sei ragazzi);
- pallina cambia colore (gioco di prestigio, quattro ragazzi);
- pallina equilibrista (abilità, trucco, equilibrio, quattro ragazzi);
- i nodi che passano da una corda all’altra (abilità con le corde, due ragazzi);
- il mago, con una magia, unisce le corde creandone una lunga per la gag del tiro alla fune;
- tiro alla fune magica (gag mimica e fisica, due);
- anelli cinesi (gioco con il mago, due ragazzi).

Competenze di supporto: giocoleria, equilibrismo, mimo, canto.

SCENA 4 : I CLOWN (magia comica…ma non troppo).

1) Ingresso in scena dei clown truccati e con costumi autoprodotti. Qui si può optare per una canzone sul tema della magia capace di far sorridere e stupire, su una piccola coreografia maldestra, o modeste acrobazie.

2) Dopo l’introduzione i ragazzi compiono le seguenti magie:
- grande illusione della scatola (illusionismo, cinque ragazzi);
- sacchetto con pallina invisibile e gag (gioco mimico, quattro ragazzi);
- imbuto del latte (gioco con il mago, cinque ragazzi);
- coriandoli colorati (gioco poetico con un attrezzo magico, cinque ragazzi).

Competenze di supporto: acrobazie, trucco facciale, canto, mimo.

IL MATERIALE
Il materiale utilizzato per statuto sarà unicamente magico cioè materiale che fa parte del bagaglio dei prestigiatori quale: corde, carte da gioco, foulard, scatole e contenitori truccati, palloncini, liquidi. Buona parte degli attrezzi impiegati sarà costruito dagli stessi ragazzi con materiale di uso comune quale: cartoncino, carta di giornale, scatole di cartone. Questa scelta suggerisce la possibilità di riciclare materiale povero per renderlo magico.

Solitamente i progetti da noi presentati prediligono il percorso allo spettacolo cioè l’esperienza manuale e intellettiva del laboratorio all’ atto rappresentativo. Lo spettacolo non è che un momento di festa in cui i ragazzi si mettono in gioco; la realizzazione di uno spettacolo curato e allestito con accorgimenti scenici e tecnici non può essere realizzato per una compagnia di oltre 160 attori come nel nostro caso in due sedute.

Malgrado l’alto numero di partecipanti si è scelto di effettuare una distribuzione delle parti equa e in funzione delle valutazioni scaturite dal primo incontro in modo da non creare squilibri e disattendere i desideri. Lo spettacolo magico non prevede solitamente solo la figura del mago ma tecnici, assistenti e creativi affiancano il performer in un rapporto sinergico. Per questo i ragazzi potranno scegliere di apparire come performer, collaborate come tecnici dei trucchi, in veste di macchinisti, scenografi o prendere parte ad azioni coreografiche; grazie a queste figure lo spettacolo dovrebbe sostenersi autonomamente.

Per giungere allo spettacolo sono previste 6 ore di laboratorio, 2 ore di prove collettive e 2 ore propedeutiche di cui una per insegnanti e allievi e una per i soli insegnanti. Nelle prime 3 ore (prima settimana) i ragazzi apprenderanno in forma ludica i fondamenti dello spettacolo magico e le regole fondamentali, con esercizi di abilità manuale (gioco delle corde), di memoria (mentalismo memnotecnico), di calcolo (un gioco con le carte). Seguiranno i preparativi degli attrezzi e l’ apprendimento delle tecniche da utilizzare in teatro e a finire l’ allenamento. Le altre 3 ore (seconda settimana) sono predisposte per rifinire gli attrezzi e drammatizzare le esibizioni. Apprese le modalità tecniche dunque si passerà alla presentazione dei giochi in modo da renderli efficaci dando loro un senso con la mimica e la parola. Visto l’alto numero dei coinvolti si prediligerà la modalità di rappresentazione corale con basi musicali di sottofondo.

DELIBERE DEL COLLEGGIO DEI DOCENTI DELLE SCUOLE PARTECIPANTI

CIRCOLO DIDATTICO N. 7 DELIBERA N.6 DEL 12/09/2011
CIRCOLO DIDATTICO N. 3 DELIBERA N.7 DEL 13/09/2011
CIRCOLO DIDATTICO N. 5 DELIBERA N.6 DEL 13/09/2011
CIRCOLO DIDATTICO N. 1 DELIBERA N.8 DEL 13/09/2011

MUSEO NAZIONALE DELLA MAGIA..
Il Museo Nazionale della Magia  nasce come luogo della cultura e della memoria, testimonianza di un’ arte antica che, all’origine, fu anche religione e medicina e che, in Sardegna, contiene testimonianze che sono ancora fortemente radicate nella coscienza popolare (non a caso le streghe buone venivano chiamate “majas”, in contrapposizione alle “cogas”, streghe malvagie).
Il Museo è concepito come struttura viva  e si propone come strumento di conoscenza, di studio, di formazione, di svago e di divertimento.
La peculiarità che rende il museo unico al mondo è data dalla presenza di prestigiatori-dimostratori che non si limitano a raccontare ai visitatori come si è sviluppata  la magia nel tempo, come nasce un esperimento di illusionismo o di mentalismo, come vengono usati alcuni oggetti che producono effetti inaspettati e sorprendenti, ma, trasformano gli spazi espositivi in palcoscenico per un’esperienza tra storia e teatro.
Il Museo nell’intendimento dei proponenti, viene inteso  non solo come istituzione statica e tradizionale, aperto ai visitatori e, perciò, da fruire in loco, ma si propone come struttura aperta e operativa, capace di portare i suoi servizi all’esterno grazie alla capacità di unire, all’offerta fissa nella propria sede, anche un’offerta itinerante.
Il Museo è in grado di trasferire  all’esterno strumenti e professionalità per tenere dimostrazioni, lezioni, spettacoli e, partendo da un’ esperienza già compiuta con esito molto positivo, mettere al servizio  creatività per scopi didattici  (ad es. con i bambini) e rieducativi (ad es. con persone disagiate che, attraverso l’uso  dell’abilità manuale e della fantasia sono in grado di recuperare facoltà  colpite da  insufficienze e menomazioni.
Per  tutto quanto esposto qui sopra ,  appare evidente che il Museo si propone come strumento estremamente dinamico e capace di produrre conoscenza, formazione  e spettacolo secondo una visione moderna della circolazione della cultura.  In questo senso il Museo nazionale della Magia rappresenta  una novità assoluta e si differenzia profondamente dalle altre strutture esistenti in Europa (peraltro soltanto a Parigi e, in via di realizzazione, a Barcellona) che offrono un servizio semplicemente espositivo.

La mostra farà conoscere al pubblico la storia e gli attrezzi degli illusionisti e dei prestigiatori. In uno spazio apposito saranno esposti gli oggetti, i pannelli esplicativi e riproduzioni di stampe d’epoca. Contestualmente saranno presenti dei prestigiatori che, in veste di guide, spiegheranno storia ed evoluzione dell’Arte Magica e dei suoi strumenti, mostrando inoltre brevi numeri legati alla spiegazione.
L’evento culminerà nella sua ultima giornata con lo spettacolo “Cose impossibili”
(la magia in tutte le sue forme: illusionismo – prestidigitazione – mentalismo – spiritismo – trasformismo – magia comica), curato da Alfredo Barrago (4° posto campionati mondiali di illusionismo).

L’Associazione Culturale Scuola d’Arte “La Volpe Bianca” nasce a Sassari ed è costituita da persone liberamente coinvolte con lo scopo di promuovere e diffondere la cultura e l’arte in ogni sua forma, in tutto il territorio regionale, ed internazionale. Dal Nia al teatro, dalla pittura  alla musica, in una nuova avventura  che è la sintesi artistica dei fondatori della scuola. Tutte le discipline proposte hanno dei collaboratori professionisti che vantano curriculum di tutto rispetto ed hanno sopratutto in comune la passione per l’arte.  Arte come energia vitale per progredire e migliorarsi professionalmente.

Presidente Andrea Dessi
Via Dexart, 10, 07100, Sassari.
Tel. 328.2750753.

email: fox@lavolpebianca.com

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